questione di lusso

25 Febbraio, 2008

in Bit una cosa particolare l’ho vista: era lo stand tutto nero di +H (che sta per Plus Hotel – Ultimate Hosting ) che oltre a fungere da vetrina per una decina di alberghi al top della gamma, ha organizzato qualche appuntamento, fra cui la tavola rotonda sullo Scenario del lusso.

Il concept dello stand a mio parere era molto riuscito, comunicava eleganza ed esclusività pur rimanendo accessibile, invitante. ho potuto seguire solo in parte la tavola rotonda ma mi è sembrato interessante l’argomento: oggi si deve parlare di lussi al plurale, perchè accanto a quel concetto tradizionale di lusso come espressione materiale di privilegio sociale, teso quindi al possesso e all’ostentazione, esiste dell’altro.

 Makno consulting ha fornito in occasione della tavola rotonda una sua intepretazione dell’evoluzione del lusso come concetto mutlidimensionale che si sposta tra esibilizione e autogratificazione, essere e avere.

  • il lusso minimal è quello dei radical chic: discreto, low profile, ma pur sempre utilizzato per comunicare qualcosa di sè agli altri (essere ed esibizione)
  • il lusso ostentato è quello più “tradizionale” (almeno per noi italiani direi…) legato all’affermazione (o alla finzione) di uno status, espresso attraverso la ”logomania”, gli sprechi, il collezionismo di oggetti preziosi (avere ed esibizione);
  • il lusso esistenziale è legato al recupero del tempo e dello spazio personale e quindi trova la sua massima espressione nel potersi permettere di ”scomparire”;
  • il lusso accessibile è legato al concetto tanto di moda di ”democratizzazione del lusso”: non è il prezzo elevato a fare di un oggetto un bene di lusso, ma la sua esclusività, la personalizzazione, le emozioni che suscita, la qualità, il suo grado di innovazione… (essere ed autogratificazione);
  • il lusso individuale, tutto teso all’autogratificazione, è molto legato al concetto di esclusività come espresso in un mio precedente post; parole chiave sono irripetibilità, unicità, customizzazione spinta.

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chili o bit di brochure?

20 Febbraio, 2008

chiunque sia stato almeno una volta in BIT sa come ne uscirà, nonostante tutti i migliori propositi: piegato dal peso delle miriadi di brochure che si porta a casa. Certo, per gli agenti di viaggio è un must fare incetta di informazioni, e infatti da qualche anno sono molti a portarsi un trolley a mo’ di carrello della spesa. Ma chiunque, alla fine della giornata, si ritrova carico di depliant come una bestia da soma, non si può sfuggire…

e allora, alla vigilia della BIT 2008 queste sono le brochure su web che rendono onore alle loro sorelle cartacee: 

le brochure che sfruttano le potenzialità del web non sono solo facilmente consultabili e stampabili, ma al loro interno possono avere link per proporre una lettura trasversale, video, immagini e mappe interattive

la cosa interessante di Online-travel-brochures, a parte il software, è l’idea di creare uno spazio dove agenzie di viaggio e cliente finale possano confrontare le proposte di tour operator di tutto il mondo: da qui a un’agenzia di viaggi virtuale (su second life?) il passo è brevissimo. 
d’altro alto,  qualche tempo fa avevo sentito parlare di fiere di settoreche si svolgono su internet, in forma virtuale.
alla fine, i viaggi si raccontano, si evocano, si ricordano ma non si toccano. visto che di rappresentazione virtuale si tratta, che differenza fa il “dove”?
.
 

è stata pubblicata a fine gennaio 2008 un’indagine sui trend della distribuzione di servizi turistici via web in Europa, a cura del Centre for Regional and Tourism Research.

questi i dati salienti:

  • le vendite di viaggi su internet sono cresciute del 24% dal 2006 al 2007 (come al solito UK e Germania in testa, coprono da sole la metà del mercato); si stima un incremento del 18% nel 2008;
  • rispetto al mercato totale, le vendite su internet nel 2007 rappresentano una percentuale pari al 19,4% (49,4 miliardi di euro su 254); si stima che salgano al 22,5% nel 2008.
  • le vendite dirette si accaparrano il 65% dei movimenti, lasciando agli intermediari solo il 35%;
  • la torta è così suddivisa: 57% compangie aeree (molto forti le low cost), 17% hotel e altra recettività, 14,5% pacchetti viaggio, 7,5% treni, 4% noleggio auto;

classifica brand Paese 2007

da qualche settimana è uscito il terzo studio annuale che FutureBrand dedica a come vengono percepiti i Paesi, basandosi su una serie di parametri (geografia, attrazioni, infrastrutture, autenticità, governance, cultura, economia, ethos*). l’obiettivo è quello di carpire la tendenza sulla fortuna turistica (e non solo) dei vari Paesi in base alla forza del loro brand, perchè anche le destinazioni (interi Stati, ma anche regioni o città), così come le grandi aziende, hanno bisogno di comunicare se stesse con incisività e persuasione; e il messaggio, per arrivare, deve essere progettato.

ma che bello scoprire che se nel 2005 l’Italia era al primo posto, nel 2006 era diventata terza e…magia, nel 2007 siamo quinti.        Read the rest of this entry »

oggi sono più di 550 le ”città del vino” (tra comuni, province, parchi e comunità montane) e 107 le strade del vino che costituiscono una rete cresciuta infinitamente e divenuta sistema, lavorando sulla qualità del prodotto, dell’accoglienza e dell’ambiente.

cos’hanno raggiunto in questi anni? nelle città del vino dal 1987 a oggi il numero delle enoteche è cresciuto del 60% e quello dei ristoranti del 101%. se in Italia il tasso di utilizzo di case sparse è dell’1%, nelle città del vino è del 35%, segno della qualità della vita raggiunta nei loro territori.
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agenti di viaggio personali

20 Settembre, 2007

si definiscono “consulenti di viaggio”, in realtà sono più “promotori”, nel senso che quel che paghi alla fine non è la consulenza, ma il solito pacchetto di viaggio, che non so poi quanto sia personalizzato, ma chissà. alcuni vengono a casa tua (ansia) e alla fine la differenza è che ti vendono un viaggio invece di un’enciclopedia. 
si tratta comunque di un trend che (credo e spero) risponde non tanto alla pigrizia di raggiungere l’agenzia viaggi più vicina, quanto al desiderio dei turisti di ricevere consigli, di trovare la soluzione di viaggio più adatta a loro, in un’offerta che è davvero diventata un ginepraio.
www.cartorange.com 
www.bradipotravel.com 
www.nextworldtravel.it/

forse, chissà, c’è spazio per fare anche un passo in più.

quello dritto è un concetto di moda negli ultimi anni, anche se pochi ancora in italia lo sfruttano. Google maps dovrebbe aver aiutato parecchio a capirne le potenzialità…
comunque, non è di questo che voglio parlare, ma di come chi è “avanti” sfrutta le logiche proprie della promozione di un territorio a favore di un’iniziativa commerciale privata.

in alta pusteria trovi qua e là  alcune cartoline gratuite con le solite splendide immagini di paesaggi montani: prati verdi, gerani rossi, baite in legno. un messaggio discreto: “greetings from the Alps”, poi sul retro ”alpine_healthcare, the quintessence of the Alps”. alle terme ho visto i prodotti della linea: oli per bagno, shampoo&C, prodotti naturali a base di erbe alpine.
ho pensato: ma quarda che bravi, ci sarà una qualche associazione per lo sviluppo sostenibile delle Alpi che ha messo in piedi questa bella attività.  Perchè non permettere al turista di portarsi a casa un flanconcino con la quintessenza delle montagne che ha ammirato  e vissuto durante le vacanze? 

Solo oggi ho avuto il tempo di andare a vedere il sito indicato nella cartolina e… sorpresa. Si tratta del sito del Dr Joseph, che nei pressi di Brunico produce la sua linea di prodotti: lodevole inziativa privata non diversa da mille altre. Solo che il Dr J. si è “appropriato” di niente popò di meno delle Alpi per promuovere le sue erbette, e il trucco funziona.

Peccato davvero l’idea non l’abbia avuta un’associazione, un ente, una cooperativa locale in grado di sfruttare l’immaginario legato alle Alpi per un’attività in cui poteva essere coinvolta la popolazione montana… sarà per la prossima volta :I