sperimentare la natura
4 Maggio, 2009
l’argomento è meravigliosamente denso e complesso, a mio parare fortemente correlato al benessere di ognuno di noi. non ho il tempo di approfondire, solo di informare di quel che accade a milano nelle prossime settimane, intrecciando eventi che molto hanno a che fare:
- festival della biodiversità: il sito al momento è tristemente vuoto, ma il programma in pdf c’è e incuriosisce mescolando spettacoli teatrali e incontri più tradizionali con laboratori, installazioni sonore e possibilità di sperimentare la natura e lo spazio in modo non ordinario, tra campi, orti, giardini e parchi.
- Naturalmente arte: il programma delle iniziative ospitate al Parco Nord di Milano, in università e in altre sedi sembra meraviglioso, invitati interssanti tra i quali Gilles Clement (Il giardieniere planetario). L’ideazione e l’organizzazione della manifestazione sembra ruotare attorno a una signora, Lorenza Zambon, che sperimenta forme teatrali in conversazione con la natura: nelle prossime settimane potremo asssistere allo spettacolo “Il terzo passo, passeggiata visionaria attraverso l’alba, il tramonto la notte del Parco” che inzia alle 04.30 del mattino… :) Il programma chiaro e tondo di tutte le inziative lo trovate qua.
buona scoperta!
p.s. sto leggendo un libro in tema, che colgo l’occasione di consigliare anche se sono alle prime pagine: si chiama Il paesaggio cognitivo, di Almo Farina, che in uno degli appuntamenti di cui sopra starebbe benissimo…
Milano? quasi stravaccata
7 Maggio, 2008
Oggi c’è stato un convegno dedicato a Milano, “Risorse e prospettive” per una città-nodo che oggi è al 13° posto su più di 300 città al mondo per numero di relazioni (con cosa? le altre città, I suppose). Bello comunque giudicare il valore e la solidità di una città a partire a un dato come questo, no?
Midland, città di mezzo tra Mediterraneo e Nord Europa, sembra avere 4 assi: moda, design, cultura e biotecnologie. Epperò: Milano è meno brava di Torino a fare sistema col territorio, chiave primaria per il successo (e la sopravvivenza, anche) di questi sistemi.
Milano non ha appeal rispetto ad altre grandi città e anche per questo non riesce a trattenere i i talenti stranieri che passano di qua, Milano non è bella perchè da anni quando si interviene su di lei non si pensa a fare paesaggio (un nuovo paesaggio). Il rischio principale è quello identificato come “stravaccamento”, riprendendo il titolo di un libro americano -Sprawl kills- sullo stile di vita nei sobborghi degli Stati Uniti.
Il rischio è che Milano si stravacchi facendo un uso smodato del territorio attorno a sè, trasformandosi defintivamente in una periferia diffusa congestionata ed ecologicamente insostenibile, diventando flaccida, un po’ obesa, senza dare, ma anzi perdendo senso d’identità.
Le ricette proposte: densificare e stratificare il già costruito, rinaturalizzare, aggregare e connettere, ma soprattutto ricomporre la complessità funzionale a scala di vicinato: questo è un valore del vivere in italia di cui forse noi italiani facciamo ancora fatica a renderci conto (così affascinati come siamo da outlet e shopping centre), ma che gli stranieri ci invidiano molto. Una vita di quartiere che sia in grado di garantire scambi economici e sociali, attività lavorative e ludiche. E guardiamoci da fuori, almeno una volta…
tempo o spazio libero?
13 Aprile, 2008
Il decremento dei miei post in queste ultime settimane coincide con una piccola rivoluzione lavorativa personale.
lavoro tanto da non avere più tempo per fare altro? no. quello che mi manca non è il tempo, ma lo spazio libero, nel cervello.
la sensazione per me è un po’ opprimente, la vivo come una spacie di malanno da cui guarire il più velocemente possibile.
credo che viaggiare, spostarsi sia un toccasana per potersi riaccaparrare del proprio cervello quando si incaglia. non si può fare sempre fisicamente, ok, questo lo sappiamo. ma a volte può servire anche solo ricordarsi in qualche modo che il mondo è interconnesso e vicino. nel bene e nel male.
fa paura? a me dà sollievo, perchè ridefinisce le misure. spazio libero ce ne deve sempre essere, nel cervello.
specialisti di altrove
12 Novembre, 2007
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il cinema mette in scena mondi altri, quindi forse è con certi film che abbiamo cominciato a familiarizzare con realtà parallele, immaginifiche. basta che quel che accade sullo schermo sia verosimile all’interno di uno schema di riferimento dato, e lo spettatore non fa nessuna fatica a sintonizzarsi: una regola base per gli sceneggiatori.
Canova va un po’ oltre quando spiega la differenza tra il Fantastico e il Meraviglioso nel cinema.
il primo mette in scena un altrove “sistemico”: esistono regole diverse da quelle valide nella realtà e le nuove regole creano un mondo parallelo, facendo sistema.
il Meraviglioso invece è “epifanico”: le leggi di riferimento sono quelle del reale, ma ad un tratto accade qualcosa di inaspettato, una deviazione, una trasgressione.nel primo caso tutti gli uomini possono volare, nel secondo caso nessuno vola, ma ad un tratto qualcuno si butta da un grattacielo e invece di spiaccicarsi al suolo riesce a riprendere quota. le primissime cose che mi vengono in mente sono second life da un lato, heroes, matrix, superman e l’uomo ragno dall’altro.
abbiamo sempre più desiderio di abitare l’altrove e forse anche più confidenza con esso. non so dove questo ci possa portare, ma sicuramente siamo in viaggio.
mappe di comunità
12 Settembre, 2007
il concetto è semplice: gli abitanti di un luogo sono le persone più adatte a recuperare e comunicare all’esterno le caratteristiche del proprio territorio.
le parish maps in gran bretagna sono diventate un modo per far ragionare alcune comunità sul loro passato e sul loro presente: raccontano un luogo, e dalla narrazione scaturisce la mappa fatta di segni, figure, descrizioni.
- approfondimenti sul sito di Common Ground, l’associazione che ha promosso le parish maps; un po’ fuori di testa con idee carine.
- relazione Genius loci: applicazione sugli ecomusei del piemonte
- la parish map del monte di portofino la cui consultazione a dir poco mette a prova la pazienza altrui
teoria sui non-luoghi: percezione, ricchezza di senso, età
5 Settembre, 2007
allora, in breve ecco un flash di cosa si intende per non-luoghi (termine coniato dall’antropologo Marc Augé): sono gli spazi anonimi della contemporaneità in cui si annullano le coordinate di spazio e di tempo. non-luoghi sono le autostrade, gli autogrill, i villaggi turistici, i parchi-gioco, gli aeroporti, le catene alberghiere, quegli spazi che non riescono a incidere sulla nostra identità né sul nostro rapporto con gli altri (continua…)
in occasione dell’inaugurazione di una mostra a Pavia sull’Estetica dei non luoghi, sul Corriere di pochi giorni fa è stato pubblicato un articolo di Tiziano Scarpa nel quale, fino a metà, mi sono riconosciuta. non ho mai pensato ad aeroporti e stazioni come a non-luoghi: anche se a volte si assomigliano chissenefrega, le emozioni che ci vivo dentro ne fanno luoghi decisamente diversi fra loro. e poi, anche quando non sono così evidenti, basta cercarle le peculiarità locali…a Bangkok, anche nella nuova ala dell’aeroporto, puoi farti fare un massaggio ai piedi per ore, così come a Catania (anche nel nuovo aeroporto) si trovano cannoli alla ricotta e arancini di riso (ok, la qualità è un po’ peggiorata, ma sorvoliamo…).
poi Scarpa ha preso la sua strada e io la mia. Read the rest of this entry »
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